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13 giugno l'inchiesta: le news in rete in cerca di un futurol'inchiesta: le news in rete in cerca di un futuro condividi L'era delle news online come commodity gratuita è agli sgoccioli? Da Siena a Los Angeles è tutto un proliferare di discussioni se i micropagamenti siano in grado di diventate un modello di business.
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“Siamo appesi ai centesimi di euro” ha ironizzato, ma neanche tanto, un manager editoriale. Il fatto è che la “vecchia” stampa ha imboccato un tunnel senza uscita, tra il calo della pubblicità, l'erosione delle copie vendute e l'esplosione delle alternative gratuite su internet, che non riescono però a pareggiare i costi di produzione. Siamo forse al redde rationem? Come diceva Wittgenstein, “Il mondo è tutto ciò che accade”. La crisi della stampa è allora un fatto inoppugnabile. È lì, sotto gli occhi di tutti. Accelerata da quell’altra crisi, quella della Finanza. Lo scenario che si squaderna davanti ai nostri occhi è nero come la pece. I giornali di carta - quelli della “preghiera del mattino” di Hegel - non vendono più, è inutile girarci intorno, quelli online hanno un modestissimo ritorno. La pubblicità scappa. Si diceva che questa procedesse ad ampie falcate verso i bit e il digitale, ma nei fatti i siti di news ne hanno vista poca. Ora il Big Crash della Finanza globale ha tirato per la collottola anche internet. Le testate americane lo chiamano il Great Online Ad Slow Down, il grande rallentamento della pubblicità sul web. Che fare? In Usa, in Italia, in Europa, gli editori non stanno con le mani in mano. Come prima cosa hanno recuperato dalla cantina la cara vecchia scure: dappertutto si va di tagli e di brutto. Poi, presi dal panico e contravvenendo a una consuetudine del web - e cioè la gratuità dei contenuti distribuiti - hanno rilanciato l'idea dei micro pagamenti sulle versioni online. In Usa testate come Los Angeles Times, 'Hartford Currant e New York Times l'hanno presentata come una delle poche misure in grado di salvare i giornali dalla bancarotta. Tra gli addetti ai lavori italiani qualcuno storce il naso davanti a queste proposte. Ma il fatto è che nessuno sa a che santo votarsi. Il problema di come monetizzare la presenza web dei giornali cartacei non è di ieri. Su questo punto la risorsa pubblicità ha mostrato i suoi limiti. Nel senso che la fede in una sua crescita esponenziale e infinita si è rivelata sbagliata. Un analista sociale direbbe che si tratta di un effetto collaterale del Turbocapitalismo. Uno dei tanti, scaturiti da quell’”incantamento” collettivo che ha portato alla Grande Bolla del 2007. Può essere, ma per gli editori il problema rimane. Che fare quindi? CommentiPer aggiungere un commento, accedi con il tuo Windows Live ID (se utilizzi Hotmail, Messenger o Xbox LIVE possiedi già un Windows Live ID). Accedi Non hai ancora un Windows Live ID? Registrati RiferimentiL'URL di riferimento per questo intervento è: http://marcoluisworld.spaces.live.com/blog/cns!E81AD0BC9C1FB8A0!278.trak Blog che fanno riferimento a questo intervento
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